Numerose le attrazioni storico culturali (tutte facilmente raggiungibili dal nostro B&B) che la città di Gravina in Puglia propone. Qui di seguito una piccola guida che potrà essre d’aiuto a chiunque decida di vistare la nostra città.

LA CITTA'. LA SUA STORIA.

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In geologia il termine “GRAVINA” sta ad indicare’ una depressione del terreno prodotta da erosione e può essere accostato al tedesco “graben” (fossa) o ai termini prelatini “graba” (roccia) e “ra-va” (dirupo roccioso) o al “Bothros” greco. Trovandosi alla confluenza di valli tra antica Peucezia e Lucania, non lontano da Daunia, Magna Grecia e Sannio, regioni storicamente più famose, si può supporre che la città di Gravina si sia affacciata affacciata alla storia tra VIII e VII secolo a.C., come testimoniano i reperti archeologici rinvenuti nella zona di Padre Eterno, cosi chiamata per la presenza in una grotta di affreschi bizantineggianti fatti risalire al XII secolo.
Ciò spiegherebbe il demotico ∑I Δ I N Ω N inciso sulle monete coniate in loco e la presenza di radici greche nel dialetto ancora oggi parlato. Come testimorua la presenza di chiese rupestri sul versante destro del burrone. I cittadini più audaci si arrampicarono negli anfratti della sponda sinistra della gravina per dar vita ai quartieri di Fondovico e Piaggio.
Agli aragonesi si attribuisce la rinascita economica e culturale della città che affidarono il ducato al senatore romano Francesco Orsini (1425).
Grazie alla permanenza degli Orsini per diversi secoli la città si arricchì di monumenti, ma soprattutto conobbe il personaggio più illustre della
terra. Infatti, nel 1650 dal duca Ferdinando III Orsini d’Aragona e da Giovanna della Tolfa nacque Pier Francesco. Primogenito di questa prestigiosa famiglia, rinunciò ai fasti della corte ducale per abbracciare la vita monastica che nel 1724 lo portò al soglio Pontificio con il nome di papa Benedetto XIII.

CHIESA DI SANTA MARIA DEL SUFFRAGIO

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Più nota come chiesa del Purgatorio, fu fatta erigere come cappella funeraria dal duca Ferdinando III Orsini d’Aragona e dalla moglie Donna Giovanna della Tolfa, genitori del papa Benedetto XIII.

CATTEDRALE

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Edificata nella seconda metà dell’XI secolo per volere del conte Umfrido d’Altavilla, signore della città, a cavallo dei due quartieri più antichi “Piaggio” e Fondovico, fu ampliata nel quattrocento secondo linee romanico – rinascimentali.
Sottostante la Cattedrale troviamo la Chiesa di Santa Croce conosciuta come «soccorpo della Cattedrale» o «lamia dei morti».

FONDOVICO E PIAGGIO

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Fondovico è uno dei quartieri più antichi della città creati con il popolamento del versante sinistro del burrone gravina e dominati dalla basilica cattedrale, ancora oggi presentano una varietà di scorci suggestivi. L’otto maggio, in occasione della festa di San Michele delle Grotte, la via Calata San Michele, viene addobbata con i cosiddetti ballune (parola di significato oscuro). Piaggio sorto contemporaneamente al rione Fondovico tra VIII e IX secolo in un anfratto ai piedi del lato destro della cattedrale, molto probabilmente, deriva il suo nome dal termine latino “pagus” (villaggio, borgo).

SAN MICHELE DELLE GROTTE

iti_sanmicheleScavata in un unico ed enorme masso di tufo granulare, la chiesa-grotta di San Michele, è circondata da una serie di piccole grotte. L’8 maggio, Gravina cattolica celebra la “festa di San Michele Arcangelo” protettore principale della nostra città.

VIADOTTO ACQUEDOTTO MADONNA DELLA STELLA

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Il ponte collega le due sponde del torrente Gravina. In passato serviva permettere ai fedeli di raggiungere con facilità la miracolosa chiesetta della Madonna della Stella. Secondo alcune fonti storiche, il ponte esiste già dal 1686.
Crollò, durante il sisma del 1722. Attorno alla metà del Settecento, alcuni membri della famiglia Orsini ne finanziarono la ricostruzione, trasformandolo
in un acquedotto. Doveva portare a Gravina le acque delle sorgenti di Sant’Angelo e San Giacomo. Nel 1860 vennero fatti interventi di consolidamento.

SETTECAMERE

Di fronte al balcone della chiesa grotta di San Michele, sul versante destro del burrone, si può ammirare un paesaggio suggestivo dell’habitat rupestre, detto Sette Camere, squadrate dall’uomo, intercomunicanti tra loro e risalgono all’epoca paleocristiana.

CHIESA SANTA SOFIA

Edificata alla fine del quindicesimo secolo nel quartiere detto dei greci e nei pressi della chiesa di San Francesco. A una sola navata in legno dorato a rosette, che ricordano la rosa canina dello stemma orsiniano. Al centro del soffitto domina una Natività attribuita a scuola romana del XVI secolo.
Di straordinaria bellezza è il mausoleo funebre che raccoglie le spoglie mortali di Angela Castriota Scanderberg. sposa del duca Ferdinando II Orsini.

CHIESA SAN FRANCESCO

La chiesa si eleva maestosa nella omonima piazzetta, seconda per dimensioni solo alla cattedrale, la sua costruzione è collocabile a cavallo tra quattrocento e cinquecento sul luogo di una precedente chiesa costruita verso la metà del 1300 nei pressi del monastero benedettino di Santa Maria La Nova.

CHIESA DI SAN SEBASTIANO

Costruita agli inizi del XV secolo. Alla chiesa è annesso lo splendido chiostro di un convento benedettino. Il pregio del chiostro è nella luminosità, realizzata da linee e colori, armonizzata nel chiaroscuro delle pareti laterali su cui risplendono affreschi secenteschi.

CHIESA SAN NICOLA

L’edificio venne riedificato ex novo nel 1704.
All’ esterno, la chiesa si presenta con una facciata rinascimentale in tufo locale, impreziosita da un grande rosone raggiato sul quale si apre un finestrone con vetrata artistica. L’interno è suddiviso in tre navate e nella centrale, in alto sul soffitto, è presente una tela raffigurante “La gloria di San Nicola. Splendidi gli altari disposti lateralmente, ognuno dei quali è decorato da opere dell’artista gravinese Angelo Amodio.

CHIESA MADONNA DELLE GRAZIE

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Sulla facciata in altorilievo campeggia una grande Aquila ad ali spiegate con una corona regale in testa tempestata di pezzi di vetri cromatici. Nell’occhio dell’aquila un pezzo di cristallo attira lo sguardo del visitatore per i riverberi dei raggi solari.

CHIESA SANT'AGOSTINO

Costruita a ridosso del rione Fondovico tra il XVII e il XVIII secolo, presenta una facciata semplice, rispondente alle esigente di semplicità ed essenzialità dell’Ordine agostiniano.

MUSEO LA FONDAZIONE ETTORE POMARICI SANTOMASI

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Il palazzo Pomarici Santomasi è un edificio del XVII secolo, che pur senza imponenza architettonica, si appalesa subito quale abitazione signorile.

BOSCO COMUNALE DIFESA GRANDE

Il Bosco “Difesa Grande”, con i suoi circa 1890 ettari è uno dei più importanti complessi boscati dell’intera Puglia. Situato a 6 km dal centro abitato di Gravina, nel medio bacino idrografico del fiume Bradano, si estende su un terreno collinare compreso tra il torrente Gravina ad Est ed il torrente Basentello ad Ovest, entrambi affluenti del Bradano.

PARCO NAZIONALE DELL'ALTA MURGIA

E’ stato istituito nel 2004, ed è una area naturale protetta situata in Puglia. Tanti sono i luoghi dove è possibile ammirare la roccia calcarea, importante nell’architettura storica (muretti a secco, jazzi, masserie e castelli).
Numerose specie vegetali di muschi e licheni, varie graminacee e ferule. Il sottobosco è ricco di orchidee selvatiche, e di cespugli di rose canine.
Tutto l’altopiano è ricco di funghi, tuberi e bulbacee, anche di genere commestibile, come i lampascioni, gli asparagi selvatici e i cardoncelli.
Il parco della Murgia è attraversato da 6 tratturi, di cui il numero 21 che costeggia la via Appia, lungo più di 140 chilometri.

LA COLA COLA

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La Cola-Cola è il tipico fischietto bitonale in terracotta prodotto a Gravina.

PRODOTTI TIPICI

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Il Cardoncello, fungo selvatico, cresce nella Murgia gravinese. Lo si può gustare come primo, aggiunto ai sughi; ottimi come contorni per carni o da soli come sottolio o al forno gratinati.
Gli estesi vigneti garantiscono una produzione ampia e diversificata, nell’ambito della quale spicca un vino autoctono quale la verdeca. Fra i prodotti da forno, si ricorda il Sasanello gravinese, il tarallo piccilatiedd’, la focaccia di San Giuseppe: u’ruccl preparato con l’impasto della focaccia in tanto olio extravergine d’oliva. Una punta di eccellenza, grazie ai latticini a pasta filata ed ai formaggi sia freschi che stagionati, fra i quali il Pallone di Gravina e il Fallone di Gravina.
Il Pallone di Gravina è un formaggio semiduro a pasta cruda filata, prodotto con latte bovino intero, nella fase di formatura, si dona alla pasta la caratteristica forma a palla.
Il Fallone di Gravina è un formaggio fresco e delicato, va consumato freschissimo, possibilmente nello stesso giorno in cui viene preparato.